I silenzi sono dolcissimi. I rumori sono quelli di un cefalo che qua e là guizza a mezz’aria e ricade nell’acqua, del fruscio delle foglie appena mosse dal vento, del richiamo degli uccelli migratori che arrivano dopo un lungo viaggio dai Paesi dell’Est e scendono con larghe volute sulla laguna di Caorle rimasta antica nei suoi umori e nel sapore della vita.

Ernest Hemingway, scrittore statunitense (1899-1961)

Le spiagge del litorale, le dune, le lagune, le tegnùe, le valli da pesca, i corsi d’acqua, i boschi e le pinete, il paesaggio della bonifica: la Venezia Orientale è una terra di grande valore naturalistico, con molte proposte interessanti per il turismo ambientale. Lungo le vie d’acqua e i numerosi itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta, puoi attraversarne i luoghi più suggestivi di questo territorio, che raccontano la particolarità del suo assetto geografico, ma anche la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni enogastronomiche.

La bonifica è il paesaggio che caratterizza gran parte della Venezia Orientale e accompagna il visitatore nei suoi spostamenti da un luogo all’altro, offrendo intense suggestioni in ogni stagione. Le grandi opere di bonifica, specialmente quelle realizzate tra l’800 e il ‘900, hanno disseminato nelle campagne tra Livenza e Tagliamento decine di idrovore, imponenti esempi di architettura industriale che continuano a garantire la regolazione delle acque in tutto il territorio.

I fondali dell’alto Adriatico sono essenzialmente sabbiosi e fangosi, ma le cosiddette “tegnùe” (che significa tenute, trattenute) costituiscono una curiosa eccezione. Sono tratti rocciosi così chiamati perché, prima dell’introduzione del divieto di pesca, trattenevano le reti dei pescatori. Si trovano al largo delle zone litoranee, da Caorle a Cavallino fino a Chioggia, e sono dei veri e propri reef naturali che fungono da oasi di ripopolamento per una variegatissima fauna marina. Offrono molti siti di immersione, identificati da boe che consentono ai subacquei la discesa e la risalita tramite cime.

Venezia e il Veneto Orientale: attraverso i canali la laguna penetra dentro una città che si specchia nell’acqua. Al suono dei tuoi passi puoi scoprire come l’incontro tra terra e laguna crea un mondo irripetibile, abitato da piante, animali e genti uniche.

C’è un mare tutto da scoprire. Un mondo di suoni, profumi e panorami da esplorare……… la strada dei Vini Doc Lison-Pramaggiore le eccellenze alimentari della Venezia Orientale, i singolari paesaggi lagunari e fluviali di una terra tutta da scoprire.

Dove la natura è protagonista di storia e tradizioni del buon vivere

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Le nostre proposte di percorso

1° itinerario di circa 3 ore, sterrato e asfalto, 10 km: Caorle, la laguna e l’isola dei casoni

Dall’Hotel Garden Sea, lungo la spiaggia si raggiunge porto Falconera e, proseguendo lungo il margine della laguna si arriva all’isola dei casoni dove i pescatori lavorano ancora perpetuando le antiche tecniche di pesca lagunare. Lungo l’argine del canale Saetta, che fa parte dell’antica Litoranea Veneta una via d’acqua che collegava Venezia al Golfo di Trieste, ancora oggi navigabile, si torna nel centro storico di Caorle. Il canale dell’Orologio, porto peschereccio della cittadina, è sempre affollato di pescherecci ancorati a pochi passi dalla piazza dove svetta la torre campanaria a pianta circolare accanto all’antica chiesa di Santo Stefano. Si prosegue lungo la scogliera scolpita, lungo il mare, fino alla chiesetta della Madonna dell’Angelo e si torna al punto di partenza

passeggiando022° itinerario di circa 4 ore, sterrato, 15 km: Vallevecchia, la natura ritrovata.

Dall’attracco sul canale Saetta si raggiunge in barca l’Oasi di Vallevecchia (30 km circa).

ValleVecchia era una valle da pesca, bonificata negli anni ’60 è oggi un’azienda agricola sperimentale della Regione Veneto. Importanti interventi umani hanno successivamente ricreato ambienti naturali come boschi e zone umide e salvaguardato le aree naturali superstiti fra cui una spiaggia di quasi 5 chilometri con dune o bosco litoraneo. Vallevecchia oggi, grazie alla sua alta biodiversità, è un Sito di Importanza Comunitaria della rete Natura 2000.

passeggiando033° itinerario di circa 4 ore, sterrato e asfalto, 15 km: La pineta di Eraclea Mare e la Laguna del Mort

La Laguna del Mort è una piccola laguna situata in prossimità della foce del Fiume Piave, nata in seguito ad una eccezionale piena del fiume. Il percorso attraversa la pineta e la zona umida dando la possibilità di scoprire gli adattamenti di piante e animali legati al litorale sabbioso e all’acqua salmastra. Durante la passeggiata emergono altre storie, quelle degli scavi archeologici che hanno ritrovato i resti dell’antica Eraclea dove si insediò il primo doge della Serenissima, o quelle delle grandi opere di bonifica, che interessano l’intero territorio e hanno ridisegnato questo tratto di pianura un tempo ricco di paludi.